frasi e pensieri sul dolore

Aforismi e frasi sul DOLORE

Frasi celebri, citazioni e aforismi sulla sofferenza e il dolore

Accettare il dolore per apprezzare la vita | è come ingoiare un tizzone per apprezzare la pizza.
(Caparezza)

Al piacere si accompagna sempre il dolore. E com’è delle cose di questo mondo, nulla ci è dato di eterno.
(Papa Pio II)

Avidamente allargo la mia mano: | dammi dolore cibo cotidiano.
(Salvatore Quasimodo)

Che cosa si può dire sul dolore?
Le parole ne possono far intravedere solo l’ombra. La realtà di un dolore fisico intenso, acuto, non ha paragoni e va oltre le possibilità del linguaggio. Il mondo ci è fin troppo presente, giorno e notte, ma quando soffriamo, quando soffriamo davvero, si dissolve, svanisce e diventa un fantasma, un vago ricordo, una sciocchezza senza importanza. Tutti gli ideali, sogni, amori, paure, pensieri che possiamo avere avuto diventano irrilevanti. Siamo soli con il nostro dolore, è l’unica forza rimasta nell’universo, l’unica cosa concreta, l’unica che conta, e se il dolore è abbastanza forte e dura a lungo, se è il genere di agonia che continua senza darci respiro, allora tutto quello che costituisce la nostra umanità svanisce e il fiero, sofisticato computer che è il cervello umano può elaborare un unico pensiero: “Basta! Fatelo cessare!”
E se il dolore alla fine smette, in seguito, con il passare del tempo, anche la mente che lo ha sperimentato diventa incapace di comprenderlo, di ricordare quanto era orribile, di descriverlo e di affrontare la terribile verità di come ci si sentiva quando era presente.
(George R. R. Martin)

Come affrontiamo il dolore dipende da noi. Il dolore: ci anestetizziamo, lo accettiamo, lo elaboriamo, lo ignoriamo. E per alcuni di noi il miglior modo per affrontarlo è conviverci.Il dolore… devi aspettare che se ne vada, sperare che scompaia da solo, sperare che la ferita che l’ha causato guarisca. Non ci sono soluzioni né risposte facili. Bisogna fare un respiro profondo e aspettare che il dolore si nasconda da qualche parte. La maggior parte delle volte il dolore può essere sopportato, ma a volte il dolore ti afferra: quando meno te lo aspetti ti colpisce sotto la cintura e non ti lascia in pace. Il dolore… devi solo conviverci, perché la verità è che non puoi evitarlo e la vita te ne porta sempre dell’altro.
(Grey’s Anatomy, seconda stagione)

Come non vedere | che null’altro la natura ci chiede con grida imperiose, | se non che il corpo sia esente dal dolore, e nell’anima goda | d’un senso gioioso sgombra d’affanni e timori?
(Tito Lucrezio Caro)

Con il proprio bisogna imparare a fare i conti soli, in silenzio: cercandolo, non escludendolo.
(Giuseppe Battiston)

Conoscerai un grande dolore e nel dolore sarai felice. Eccoti il mio insegnamento: nel dolore cerca la felicità.
(Fedor Dostoevskij, I fratelli Karamazov)

Dodici minuti corrispondono all’effettiva durata verificata del dolore genuino. Qualsiasi cosa oltre i dodici minuti è autocommiserazione, e tentativi inutili di far sembrare più importanti i primi dodici minuti. Siamo una specie vanagloriosa, e se fossimo capaci di afferrare il fatto che anche la più sauvage di quelle che i francesi chiamano la grand passion provoca solo dodici minuti reali di dolore intenso, prima di cominciare ad attenuarsi, correremmo tutti sulle scogliere per buttarci come tanti lemming. Così lo giustifichiamo intensificandolo, facendolo sembrare importante, più logorante. Andiamo in giro per vent’anni dopo che la relazione s’è rotta, battendoci il petto e alzando lamenti al cielo.
(Harlan Ellison)

Dolore traditore: viene fuori piano piano.
(Sulla mia pelle)

Dopo un grande dolore viene un senso solenne, | i nervi stan composti, come tombe. | Il Cuore irrigidito chiede se proprio lui | soffrì tanto? Fu ieri o qualche secolo fa? || I piedi vanno attorno come automi | per un’arida via | di terra o d’aria o di qualsiasi cosa, | indifferenti ormai; | una pace di quarzo come un sasso. || Questa è l’ora di piombo, e chi le sopravvive | la ricorda come gli assiderati rammentano la neve; | prima il freddo, poi lo stupore, infine | l’inerzia.
(Emily Dickinson)

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